venerdì 3 maggio 2013

storia del corporativismo

Il corporativismo nacque nel tardo medioevo in alcuni Liberi Comuni italiani; allora il corporativismo era rappresentato dalle corporazioni delle arti e dei mestieri, organi di raggruppamento di mestieri e arti come suggerito dal nome. Le corporazioni delle arti e dei mestieri al loro tempo rappresentarono l'ultimo organismo sociale vivente che concepisse il lavoro in quanto arte e fu la massima rappresentazione di quella classe borghese sana ( composta da artigiani e mercanti ) antitetica alla tendenza ipocrita che prese poi la borghesia con il passaggio al capitalismo. Le idee che sovrintendettero alla nascita delle corporazioni furono quelle d'unione, armonia e unità che ancora tutt'oggi rappresentano i principi fondanti del corporativismo. È proprio l'idea di armonia sociale propria dell'ideale corporativista opposta alla gerarchia imposta dall'alto che pose le fondamenta per la nascita dell'umanesimo proprio dell'epoca rinascimentale. Le corporazioni col trascorrere del rinascimento si dissolsero per lasciar spazio al mercantilismo ( capitalismo primitivo di matrice umanista ). Inizia così un periodo di oscurità per il corporativismo che ricomparve poi nel tardo 1800 fra le idee della dottrina sociale della chiesa. La dottrina sociale della chiesa concepiva il corporativismo, in maniera riduttiva, come autogestione dei lavoratori. Un ulteriore rinascita del corporativismo si ebbe con il suo utilizzo in campo economico dal fascismo che lo ripropose anche se solo sul fronte economico integralmente. Ed arriviamo poi a oggi, con noi utopisti che crediamo ancora in una possibile alternativa positiva a capitalismo e comunismo, che crediamo nel lavoro in quanto arte, che crediamo in una visione organica della società e che ricerchiamo l'armonia in tutti i campi sviluppati dall'uomo.

E giungiamo ora alla domanda finale: ma allora cosa siete voi del movimento corporativista? siete oscurantisti nostalgici del medioevo? Aderenti alla dottrina sociale della chiesa? O siete forse neofascisti?

Noi non siamo nulla di tutto ciò, noi siamo portatori di una nobile idea, che sì, è stata temprata e spesso compromessa dalle ideologie citate sopra ma che rimane comunque indipendente e di vita propria.

Noi siamo corporativisti!

E a coloro che credono che siamo solo neofascisti che si nascondono dietro un nome diverso non possiamo che rispondere che il corporativismo fu uno dei tanti aspetti economici fascisti e che nulla ha a che fare con il razzismo, la violenza e il colonialismo fascista.

Ne capitalisti, Ne comunisti e nemmeno fascisti; noi siamo CORPORATIVISTI e siamo fieri di esserlo.

Nessun commento:

Posta un commento